venerdì 16 aprile 2010

Zia Elsa e la veggente Clovesconlaccentosullaes



Nascere in minoranza non è vita facile.
Il mio parentado numerosissimo si distingue per una perversa incombenza femminile che dai tre ai venticinque anni tende a pesare su ogni soggetto maschile come un macigno.
Il matriarcale destino lo distinse perfettamente Elsa, sorella più vecchia di mia madre di quattro anni e tre mesi, nel momento in cui ebbe quattro figlie: Cristina, Beatrice, Silvia e Giovanna; ne ebbe poi ulteriore conferma quando un’ indovina, di nome Clovesconaccentosullaes, incontrata in uno dei suoi numerosi viaggi da vecchia megera in riposo in Crociera, le predisse che la sua stirpe sarebbe stata composta in maggioranza da donne che si sarebbero distinte dalle altre comuni per la spiccata personalità e stravaganza.
Al severo pronostico la parigina Clovèsconlaccentosullaes, spiegò poi zia Elsa, arrivò dopo decine di martini dry, gentilmente offerti dalla casa e dopo decine di pacchetti di Marlboro light dall’odore di mentuccia fresca e aromatizzata arrotolate lì per lì “ con una raffinatezza tale da Clovèsconlaccentosullaes che io penso che presto anche qui avremo modo di ammirare questo simpatico e dinamico modo di costruirsi piccole sigarettine così congeniali ai pomeriggi tediosi che proprio non vogliono passare” , piccole opere d’arte di carta velina affumicata consumate comodamente e con magistrale artigianalità sul divano rosso scarlatto della cabina 42 .
Pur risultando in effetti strana la presenza di un’indovina vestita come una groupie in crociera nessuno seppe realmente mai se l’indovina parigina Clovèsconlaccentosullaes fosse frutto della sua immaginazione o dell’uso spregiudicato del suo pillolarium rosa tascabile, sempre così irrequieto.

martedì 13 aprile 2010

Serata blasfema porta quanti anni di guai?

Sono due giorni che non smette di piovere la butta che Dio la manda, alle 18 stacco dal lavoro lasciandomi dietro codazzi di piume e starnazzamenti vari ed eventuali, salgo sulla mia intrepida bici che è uno scazzo a volte girare quando la macchina s'è guastata e non posso spaccarmi mille campagne perchè alle otto devo aprire. Come al solito imbracata sulla bici torno giù per via Roma verso porta d'Oriente ma oltrepassata la casa rosso lampone dipinta da G. imbianchino dal naso florido di effluvi bianchi e farinacei, ormai da tutti risaputi, quasi non cado per scansare l' enorme buca colma d'acqua e fango. E vabbè che c'è Dolores la puta que tu puedes conocer en la tarde por la calle inmersos en su verdosa falda e che quando passi si dimena e schiocca la lingua sopra i quattro denti rimasteli dagli anni in attività urlando da sotto la pensilina verde "Sorte tua, Sorte tua" che valla a capire che mi stava indicando di non passare da sotto l'arco che c'è un metro di acqua e che proprio allora passavano le tre suore in solenne processionaria.
Tunica bagnata tunica fortunata.
Quanti sono gli anni di guai?!Del resto per i mutamenti passeggeri come temporale estivo ho sempre nutrito risentimento.

lunedì 12 aprile 2010

questioni di tempo





Pare che perdere tempo sia la mia dote innata che tende a massimizzarsi nel momento in cui mi occupo del tempo possibile, quello che ancora non è ma poi sarà....