
Sono due giorni che non smette di piovere la butta che Dio la manda, alle 18 stacco dal lavoro lasciandomi dietro codazzi di piume e starnazzamenti vari ed eventuali, salgo sulla mia intrepida bici che è uno scazzo a volte girare quando la macchina s'è guastata e non posso spaccarmi mille campagne perchè alle otto devo aprire. Come al solito imbracata sulla bici torno giù per via Roma verso porta d'Oriente ma oltrepassata la casa rosso lampone dipinta da G. imbianchino dal naso florido di effluvi bianchi e farinacei, ormai da tutti risaputi, quasi non cado per scansare l' enorme buca colma d'acqua e fango. E vabbè che c'è Dolores la puta que tu puedes conocer en la tarde por la calle inmersos en su verdosa falda e che quando passi si dimena e schiocca la lingua sopra i quattro denti rimasteli dagli anni in attività urlando da sotto la pensilina verde "Sorte tua, Sorte tua" che valla a capire che mi stava indicando di non passare da sotto l'arco che c'è un metro di acqua e che proprio allora passavano le tre suore in solenne processionaria.
Tunica bagnata tunica fortunata.
Quanti sono gli anni di guai?!Del resto per i mutamenti passeggeri come temporale estivo ho sempre nutrito risentimento.